BLOCCO ECOGUIDATO INTERCOSTALE
Dolore intercostale: precisione del target, controllo del rischio
Nei blocchi intercostali, la guida ecografica consente di visualizzare il fascio neurovascolare, la costa e il piano pleurico, aumentando precisione e sicurezza in una regione anatomica delicata.
Quando si considerano i blocchi ecoguidati intercostali
Il dolore intercostale non ha sempre la stessa origine. In alcuni casi è meccanico o muscolare, in altri è chiaramente neuropatico e legato a un danno del nervo intercostale.
Dolore toracico post-toracotomia
È una delle indicazioni più importanti e frequenti. Durante l’intervento al polmone, la divaricazione delle coste può provocare un danno permanente del nervo intercostale o del fascio vascolo-nervoso.
Dolore intercostale cronico localizzato
Dolore urente, puntorio o evocato dal respiro e dai movimenti del torace, localizzato su uno o più spazi intercostali.
Selezione del target prima della RF
Il blocco può avere anche funzione diagnostica: confermare che il dolore origina dal nervo intercostale e orientare verso radiofrequenza lesiva nei casi appropriati.
Come si esegue il blocco ecoguidato
Il fascio neurovascolare intercostale viene identificato ecograficamente in rapporto alla costa e al piano pleurico. L’ago viene fatto avanzare sotto visione diretta fino alla sede corretta.
In questa regione, la precisione non è un lusso: è un requisito di sicurezza. Il piano pleurico può trovarsi a pochi millimetri dalla punta dell’ago e non deve mai essere “immaginato”, ma visualizzato.
L’ecografia permette quindi di trasformare una procedura potenzialmente rischiosa in un gesto molto più controllato e anatomico.
Punti chiave della procedura
- identificazione della costa e del suo margine inferiore
- visualizzazione del fascio neurovascolare intercostale
- visualizzazione diretta dei foglietti pleurici
- avanzamento dell’ago sotto controllo continuo
- massima attenzione al rischio di pneumotorace
Ecografia del blocco intercostale
Il rapporto tra costa, fascio intercostale, ago e pleura è il punto centrale della procedura.
Immagine ecografica originale durante blocco intercostale ecoguidato in paziente con dolore cronico intercostale sinistro D5–D6.
Immagine annotata con identificazione dell’ago, del fascio neurovascolare intercostale, della costa e del piano pleurico.
Indicazione clinica importante
Dolore toracico post-toracotomia
Una delle cause più frequenti e rilevanti di dolore intercostale cronico è il dolore post-toracotomia, cioè il dolore persistente dopo un intervento chirurgico sul polmone o sul torace.
Durante la toracotomia, la necessità di divaricare le coste può provocare una sofferenza importante del nervo intercostale o dell’intero fascio vascolo-nervoso. In alcuni casi, questo danno non è transitorio ma permanente.
Il risultato è un dolore neuropatico localizzato, spesso urente o trafittivo, evocato dal movimento del torace, dalla respirazione o dal contatto sulla parete toracica.
Caso reale
Dolore intercostale cronico D5–D6 sinistro
Paziente femmina di 45 anni con dolore intercostale cronico a livello D5–D6 sinistro, persistente e compatibile con coinvolgimento del fascio intercostale.
Il blocco è stato eseguito sotto guida ecografica con visualizzazione diretta della costa, del fascio neurovascolare intercostale e dei foglietti pleurici.
In questa sede anatomica, la sicurezza della procedura dipende dalla capacità di mantenere il controllo visivo del rapporto tra ago e pleura durante tutto l’avanzamento.

