Dr. Evangelos Panagiotakos

Medico anestesista
Terapia interventistica del dolore

Il rigore non è rigidità.
L’etica non è una parola.
Non sopporto le semplificazioni quando si parla di dolore,
di responsabilità, di scelte.

Chi è Evangelos Panagiotakos

Evangelos Panagiotakos è medico specialista in Anestesia e Rianimazione con competenza specialistica in terapia interventistica del dolore. Dirige PONOS Clinic a Torino e si occupa esclusivamente del trattamento dei casi complessi di dolore cronico, con particolare riferimento al dolore cranio-facciale e neuropatico.
Dr. Evangelos Panagiotakos, anestesista e specialista in terapia del dolore presso PONOS Clinic

Profilo clinico

Il Dr. Evangelos Panagiotakos svolge attività clinica dedicata esclusivamente alla terapia interventistica avanzata del dolore, con particolare esperienza nel trattamento dei casi di dolore cronico complesso e refrattario.

L’approccio si basa su una valutazione diagnostica approfondita e sull’impiego mirato della radiofrequenza terapeutica come strumento diagnostico e terapeutico, all’interno di percorsi clinici personalizzati.

Approccio clinico

  • Diagnosi prima del trattamento
  • Procedure solo quando indicate
  • Nessun automatismo
  • Radiofrequenza come strumento, non come “prodotto”

Attività presso PONOS Clinic

Il Dr. Panagiotakos opera all’interno di PONOS Clinic, centro dedicato alla terapia interventistica avanzata del dolore, punto di riferimento per pazienti con dolore cronico complesso e refrattario provenienti anche da fuori regione.

La sua attività clinica è interamente dedicata alla terapia interventistica del dolore e alla gestione specialistica del dolore cronico complesso.

Attività scientifica

Il Dr. Evangelos Panagiotakos è co-autore della pubblicazione scientifica:
Evaluating the Suitability and Potential Efficiency of Cannabis sativa Oil for Patients with Primary Burning Mouth Syndrome: A Prospective, Open-Label, Single-Arm Pilot Study, Pain Medicine, 2020.
Studio clinico pilota dedicato al trattamento del dolore orale neuropatico (Burning Mouth Syndrome).
[Link PubMed]

Procedure interventistiche eseguite

Nell’ambito della terapia interventistica del dolore, eseguo procedure avanzate sotto guida ecografica o fluoroscopica, con indicazione specialistica e dopo valutazione clinica completa.

Fondamenti del mio approccio clinico

Medicina come responsabilità di mezzi

La medicina non è promessa di risultato.
È responsabilità di mezzi.
L’attività medica consiste nell’impiego competente, diligente e proporzionato degli strumenti disponibili in relazione al caso specifico.
Non è, per sua natura, garanzia di esito.
Promesse miracolistiche o risultati certi non appartengono alla medicina scientifica.

La diagnosi precede ogni procedura

La diagnosi è atto clinico.
Non è la lettura di un esame.
Nessun esame strumentale è in grado di localizzare direttamente un dolore.
Gli strumenti diagnostici possono confermare o escludere ipotesi, ma non sostituiscono il ragionamento clinico.
Ogni indicazione interventistica deriva da una definizione diagnostica rigorosa.

Il dolore è un’esperienza

Il dolore, per definizione, è un’esperienza soggettiva.

Non è osservabile dall’esterno né misurabile in modo diretto.

Il medico non “vede” il dolore: ascolta, interpreta e formula ipotesi coerenti con quanto riferito.
La relazione terapeutica si fonda su questa premessa.

Attività interventistica

L’approccio interventistico non è una scorciatoia.
È una conseguenza possibile, talvolta necessaria, di un inquadramento clinico strutturato.

L’attività dedicata al dolore cranio-facciale e neuropatico è sviluppata in ambito specifico dal 2012, con integrazione progressiva di tecniche di radiofrequenza e neuromodulazione.

Attività interventistica

L’obiettivo non è eseguire una procedura.
L’obiettivo è formulare un’indicazione corretta.

Da questo presupposto nasce l’alleanza terapeutica, fondamento di ogni percorso diagnostico e interventistico.

Una visione che richiama la tradizione medico-filosofica europea tra Sei e Settecento, in cui clinica e riflessione umanistica procedevano insieme.Non un protocollo da applicare, non una tecnica da “proporre”, non un atto difensivo.

Chi cerca risposte semplici, probabilmente non le troverà qui.
Chi cerca un approccio clinico rigoroso, sì.