Da stampare o tenere sul telefono
Il promemoria per la prima visita
Un’infografica PONOS in due pagine A4, da conservare e portare all’appuntamento.
- Documenti, farmaci, diario e domande: che cosa preparare.
- I cambiamenti della cefalea da riferire durante la visita.
- Appuntamento, indirizzi delle tre sedi, parcheggi e indicazioni pratiche.
- Uno spazio per annotare i suoi obiettivi e le domande.
Prima dell’appuntamento
Quattro cose da preparare
Documenti, terapie, diario e obiettivi aiutano a ricostruire il quadro clinico e a dare spazio alle domande che contano.
La documentazione
Porti tutta la documentazione precedente: visite neurologiche, RM/TC, referti odontoiatrici o cervicali e lettere di dimissione, anche quando non sembrano direttamente collegati alla cefalea.
I farmaci già provati
Prepari un elenco indicando, quando possibile, dose, durata, beneficio ottenuto, effetti indesiderati e motivo della sospensione. Includa le terapie per l’attacco e quelle preventive.
Il diario della cefalea
Se disponibile, porti un diario con giorni di dolore, durata degli attacchi, intensità, sintomi associati e farmaci assunti. Anche la frequenza di assunzione è un’informazione utile.
Domande e obiettivi
Scriva le sue domande principali e che cosa desidera ottenere: meno giorni di dolore, minore intensità, riduzione dei farmaci o recupero di una specifica attività.
Farmaci prima della visita: non li sospenda e non li modifichi autonomamente, salvo indicazioni già ricevute dal medico curante.
Il mal di testa è cambiato? Segnali i cambiamenti degli ultimi mesi o anni: sede, lato, frequenza, durata, nausea, sintomi autonomici e comparsa di dolore cervicale, occipitale, mandibolare o facciale.
Il percorso clinico
Dalla storia del dolore alle scelte di cura
La prima visita serve soprattutto a capire se è cambiata l’emicrania oppure se si è aggiunta un’altra componente dolorosa. Da questa distinzione dipende il percorso successivo.
Ascoltare
Ricostruire sintomi, cambiamenti, terapie ed effetti sulla vita quotidiana.
Valutare
Integrare il racconto, la documentazione e la valutazione clinica.
Distinguere
Considerare il tipo di cefalea e le possibili componenti dolorose associate.
Condividere
Definire obiettivi, alternative e senso degli eventuali approfondimenti.
Le informazioni che orientano
Le domande cliniche della prima visita
Non conta soltanto quanto fa male. Contano anche il tempo, la sede, i sintomi associati e ciò che è cambiato.
Frequenza, durata e sede
- Quanti giorni al mese presenta cefalea e quanti hanno caratteristiche emicraniche?
- Quanto dura il singolo attacco? Il dolore è sempre dallo stesso lato oppure cambia?
- Rispetto agli anni precedenti sono cambiati sede, frequenza, durata o sintomi associati?
I sintomi durante l’attacco
- Compaiono nausea, fotofobia, fonofobia, aura o peggioramento con l’attività fisica?
- Ci sono lacrimazione, congestione nasale, rinorrea, arrossamento oculare, ptosi o irrequietezza?
Collo, mandibola e volto
- È comparso o aumentato un dolore cervicale o occipitale? Cambia con postura, movimenti del collo o pressione locale?
- Esistono bruxismo, dolore dell’ATM o dolore alla masticazione?
- Impianti, estrazioni, traumi dentali o nuovi dolori facciali hanno preceduto il cambiamento della cefalea?
Terapie e contesto personale
- Quali farmaci utilizza per l’attacco e con quale frequenza?
- Quali terapie preventive ha provato, comprese quelle mirate al CGRP o la tossina botulinica?
- Ci sono esigenze che modificano il rapporto beneficio-rischio, come gravidanza desiderata, intolleranze o altre terapie concomitanti?
Una valutazione mirata
Che cosa cerchiamo di capire
Emicrania cronica o resistente
Revisione della diagnosi, delle terapie acute e preventive e dei risultati realmente ottenuti.
Componente cervicale o occipitale
Valutazione del rachide cervicale, delle faccette articolari e dei nervi occipitali.
ATM, bruxismo e dolore trigeminale
Approfondimento della componente temporo-mandibolare, dentale o neuropatica cranio-facciale.
Un diverso quadro di cefalea
Un cambiamento delle caratteristiche del dolore richiede una nuova diagnosi differenziale, comprese le cefalalgie autonomico-trigeminali.
Terapia interventistica del dolore
Quando una procedura ha senso
Non viene proposta automaticamente dopo il fallimento dei farmaci. Entra nel percorso quando esiste un bersaglio periferico plausibile e verificabile e quando un test diagnostico può rispondere a una domanda clinica precisa.
Un blocco o un’infiltrazione non rappresentano solo un trattamento: in alcuni casi servono soprattutto a capire se quella struttura contribuisce realmente al dolore e come interpretare un eventuale beneficio, anche temporaneo.
Per l’utilità del diario della cefalea: NICE CG150, valutazione e diagnosi delle cefalee.
Il prossimo passo
Organizziamo la prima visita
Per informazioni sull’appuntamento e per dubbi organizzativi o clinici dopo la visita, utilizzi i contatti PONOS Clinic.

Comments are closed