Vista posteriore del bacino con sacro e articolazioni sacroiliache evidenziate

PONOS · PROCEDURE DI RADIOFREQUENZA

Neurolisi sacroiliaca con radiofrequenza

Un trattamento mirato dei rami nervosi che trasmettono il dolore dal complesso sacroiliaco posteriore. La scelta nasce dalla diagnosi e dalla risposta ai blocchi di selezione.

Radiofrequenza termica bipolare · Guida fluoroscopica · Percorso personalizzato

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Che cosa tratta la neurolisi sacroiliaca

La radiofrequenza termica produce lesioni controllate di piccoli rami nervosi che contribuiscono alla trasmissione del dolore. Nel trattamento sacroiliaco, il bersaglio è soprattutto l’innervazione del compartimento posteriore: articolazione, capsula e legamenti circostanti.

I bersagli comunemente considerati sono i rami laterali sacrali S1–S3 e il ramo dorsale di L5, con adattamenti all’anatomia e alla tecnica. Non si tratta di distruggere l’articolazione o di intervenire sul nervo sciatico.

La procedura può ridurre la componente dolorosa trasmessa dai nervi trattati, ma non corregge un’eventuale instabilità del bacino, non modifica una deformità e non sostituisce la cura di una malattia infiammatoria.

Dolore sacroiliaco: sintomi e percorso diagnostico

Quando può essere indicata

La neurolisi viene considerata nei pazienti con dolore sacroiliaco persistente che limita la vita quotidiana, quando l’inquadramento clinico e i test appropriati sostengono il coinvolgimento del complesso posteriore e le terapie conservative non offrono un controllo sufficiente.

Un beneficio breve dopo infiltrazione può motivare una rivalutazione, ma non costituisce da solo un’indicazione automatica alla radiofrequenza. Vanno considerate anche cause lombari, dell’anca, radicolari e reumatologiche.

La decisione dipende dal meccanismo del dolore, dagli obiettivi funzionali e dalle condizioni della persona. Il sesso del paziente, da solo, non stabilisce l’indicazione né permette di prevedere una percentuale di successo.

Infiltrazione articolare e blocco dei rami laterali: ruoli diversi

L’infiltrazione sacroiliaca può ridurre il dolore e aiutare a valutare il contributo dell’articolazione o dei tessuti periarticolari, a seconda della sede e della diffusione del farmaco.

Il blocco prognostico dei rami laterali valuta più direttamente i nervi candidati alla neurolisi posteriore. Il sollievo temporaneo dopo anestetico, associato al recupero di attività prima dolorose, aiuta a stimare l’utilità del trattamento.

Prima e dopo il test vengono confrontati dolore e funzione, usando attività riproducibili. I protocolli differiscono per numero di blocchi e soglie di risposta: una riduzione significativa va interpretata nel contesto clinico, senza trasformare un singolo numero in una garanzia.

Infiltrazioni sacroiliache ecoguidate Il test diagnostico sacroiliaco

La procedura PONOS: radiofrequenza termica bipolare

Nel percorso PONOS la neurolisi sacroiliaca viene eseguita in sala sotto guida fluoroscopica. La tecnica prevede generalmente 4–6 lesioni termiche bipolari lungo il decorso dei rami nervosi diretti al complesso sacroiliaco, associate a una lesione monopolare del ramo dorsale di L5 in regione L5–S1. Il numero e la disposizione delle lesioni vengono adattati all’anatomia e alla copertura necessaria dei bersagli.

La fluoroscopia permette di controllare i reperi ossei e la posizione degli aghi mediante proiezioni appropriate. Preparazione sterile, anestesia locale, monitoraggio e verifiche previste dalla tecnica fanno parte della procedura. L’eventuale sedazione viene personalizzata.

La tecnica bipolare crea un’area di lesione tra elettrodi opportunamente posizionati. Non coincide con la radiofrequenza raffreddata: sono modalità tecniche differenti, con evidenze e parametri che non vanno sovrapposti automaticamente.

Dr Evangelos Panagiotakos durante una procedura con guida radiologica e monitor fluoroscopico
Il Dr Evangelos Panagiotakos durante una procedura sotto guida radiologica. La fotografia illustra l’ambiente e la strumentazione; non identifica una specifica neurolisi sacroiliaca. Tocca per ingrandire.

Radiofrequenza lesiva e pulsata

La radiofrequenza termica, detta anche lesiva, è utilizzata per interrompere selettivamente la trasmissione del dolore nei rami trattati. La radiofrequenza pulsata ha finalità di neuromodulazione e non produce lo stesso tipo di lesione termica.

Per la denervazione del complesso sacroiliaco posteriore, le evidenze più solide riguardano tecniche termiche anatomicamente appropriate. La pulsata non va presentata come una sostituzione equivalente solo perché non lesiva: la scelta deve rispondere all’indicazione clinica.

La tecnica appropriata, con responsabilità clinica

Curare significa scegliere e assumersi la responsabilità della scelta. Il beneficio atteso, i rischi della procedura e le conseguenze di non trattare vengono valutati insieme.

Il percorso PONOS evita esami, sospensioni e rinvii non necessari. Quando una procedura è indicata, viene proposta spiegandone con chiarezza obiettivi, alternative e limiti, perché il paziente possa partecipare alla decisione.

Quali risultati aspettarsi

Nei pazienti selezionati la radiofrequenza può ridurre il dolore e migliorare la funzione per diversi mesi. Il risultato varia con diagnosi, selezione, tecnica e presenza di altre fonti dolorose. Il sollievo non è necessariamente immediato e può maturare nelle settimane successive.

Le linee di consenso del 2025 sostengono l’impiego di tecniche di ablazione anatomicamente valide per il dolore del complesso posteriore. Un trial multicentrico del 2024 su 210 pazienti ha mostrato risultati migliori della radiofrequenza raffreddata rispetto alla gestione medica standard a tre mesi; riguarda però quella tecnica specifica e non fornisce una percentuale di successo della tecnica bipolare PONOS.

Il beneficio non è garantito né necessariamente definitivo. Se il dolore ritorna dopo una risposta utile, si rivalutano la sua origine e l’opportunità di ripetere il trattamento. In assenza di beneficio, si riconsidera il percorso anziché ripetere automaticamente la procedura.

Sicurezza ed efficacia sono due aspetti distinti

Una procedura eseguita correttamente può avere un profilo di sicurezza favorevole senza ottenere necessariamente un beneficio sufficiente. Per ridurre il dolore servono una diagnosi coerente, una selezione appropriata e una copertura adeguata dei nervi bersaglio.

Nell’esperienza formativa del Dr Evangelos Panagiotakos, la neurolisi sacroiliaca è tra le procedure introduttive insegnate nell’interventistica del bacino. Questo non la rende una procedura da eseguire senza preparazione: conoscenza anatomica, guida radiologica e supervisione restano fondamentali.

Sicurezza e possibili effetti indesiderati

Il trattamento mira a rami coinvolti nella sensibilità dolorosa, ma la vicinanza di strutture nervose rende essenziali il corretto posizionamento e le verifiche di sicurezza. Il rischio di deficit neurologici non può essere dichiarato nullo.

Sono possibili dolore locale temporaneo, lividi, alterazioni della sensibilità o neurite. Complicanze meno comuni comprendono infezione, sanguinamento, ustione o lesione nervosa. Il profilo di rischio viene discusso in relazione alla tecnica e alle condizioni individuali.

Dopo la procedura, febbre, dolore in rapido peggioramento, nuova debolezza o disturbi sfinterici richiedono una valutazione tempestiva; in caso di sintomi neurologici importanti è indicata una valutazione urgente.

Preparazione e gestione dei farmaci

Porta l’elenco delle terapie, i referti disponibili e il resoconto dei blocchi diagnostici. Segnala allergie, infezioni, gravidanza, problemi della coagulazione e dispositivi impiantati, come pacemaker o neurostimolatori.

Anticoagulanti e antiaggreganti vengono gestiti caso per caso. La radiofrequenza comprende procedure con profili di rischio diversi: non è prevista una sospensione automatica, ma nemmeno si estendono indiscriminatamente le indicazioni delle infiltrazioni articolari a qualsiasi neurolisi.

Se è necessaria una modifica, il medico definisce tempi di interruzione e ripresa considerando anche il rischio trombotico e, quando opportuno, coinvolge il prescrittore. Non modificare autonomamente la terapia. Eventuali esami, digiuno e accompagnamento vengono indicati in base alla procedura e alla sedazione pianificata.

Recupero, riabilitazione e trattamenti associati

La dimissione e la ripresa delle attività seguono una valutazione individuale. Il controllo successivo considera dolore, capacità di camminare, tolleranza alla posizione seduta, sonno e attività quotidiane. Il sollievo va utilizzato per recuperare gradualmente movimento e funzione.

Quando coesiste un dolore da faccette lombari, può essere valutato un trattamento associato, anche nella stessa seduta se appropriato. Le faccette richiedono una propria indicazione e test coerenti: non sono trattate automaticamente perché vicine alla sacroiliaca.

La stabilizzazione chirurgica è un’opzione distinta per casi selezionati, soprattutto in presenza di problematiche meccaniche appropriate. La radiofrequenza può rientrare nel percorso prima della chirurgia, ma non è un passaggio obbligatorio universale né sostituisce la valutazione chirurgica quando necessaria.

Domande frequenti

La neurolisi distrugge l’articolazione?

No. Agisce su rami nervosi selezionati, non sull’osso o sulle superfici articolari.

È la stessa cosa di un’infiltrazione?

No. L’infiltrazione somministra farmaci; la radiofrequenza termica produce lesioni controllate dei rami nervosi bersaglio. Indicazione e preparazione sono differenti.

Un’infiltrazione positiva basta per decidere?

È un elemento utile, ma per la radiofrequenza posteriore possono essere necessari blocchi prognostici dei rami laterali, valutati insieme al quadro clinico.

Funziona meglio negli uomini?

Non è corretto promettere risultati diversi sulla sola base del sesso. Le differenze osservate nella pratica devono essere distinte da confronti clinici validati.

Bibliografia essenziale

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