PONOS · PROCEDURE ECOGUIDATE
Infiltrazioni sacroiliache ecoguidate
Un trattamento mirato per ridurre il dolore e raccogliere informazioni utili a definire il percorso diagnostico e terapeutico.
Senza raggi X · In ambulatorio · Quando indicato, già alla prima visita
Il percorso, in tre passaggi
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1. Individuare il bersaglio
La visita valuta il dolore e i movimenti che lo provocano, considerando anche la colonna e l’anca.
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2. Eseguire l’infiltrazione
Quando indicata, la procedura viene guidata con l’ecografia in ambulatorio. Può essere effettuata già alla prima visita.
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3. Valutare il beneficio
Si confrontano dolore e funzione prima e dopo il trattamento, distinguendo la risposta immediata dall’andamento nei giorni successivi.
Una procedura che può aiutare a capire e trattare il dolore
Le articolazioni sacroiliache collegano il sacro alle ossa iliache del bacino. Il dolore può provenire dall’articolazione, dalla capsula o dai legamenti circostanti: riconoscere la struttura coinvolta permette di scegliere un trattamento più mirato.
L’infiltrazione consiste nella somministrazione di farmaci nella sede individuata durante la valutazione specialistica, utilizzando l’ecografia per guidare l’ago. L’anestetico locale può fornire informazioni sulla provenienza del dolore; il corticosteroide, quando indicato, ha una finalità terapeutica antinfiammatoria.
Ecografia: guida in tempo reale, senza radiazioni
La guida ecografica utilizza ultrasuoni e non espone a raggi X. Consente di osservare i reperi anatomici e guidare il percorso dell’ago verso il bersaglio scelto. L’infiltrazione può essere eseguita in un ambulatorio adeguatamente attrezzato, con tecnica asettica: non richiede di per sé una sala operatoria.
Questo rende il percorso organizzativo più semplice e può ridurre tempi e costi. L’ecografia ha tuttavia limiti legati alla profondità e all’anatomia individuale e non certifica sempre la diffusione intra-articolare del farmaco. Quando occorre una conferma specifica della sede intra-articolare, lo specialista può indicare una diversa modalità di guida.
Ecografie sacroiliache: destra e sinistra
Due immagini della pratica clinica PONOS, acquisite al livello del secondo forame sacrale (S2), secondo l’identificazione del Dr Evangelos Panagiotakos. Questo livello viene utilizzato come riferimento nel suo approccio all’infiltrazione ecoguidata.
Seleziona le immagini per ingrandirle.
L’ecografia nella pratica PONOS

Quando è indicata
L’infiltrazione viene considerata quando la visita suggerisce che il complesso sacroiliaco contribuisca al dolore, soprattutto se i sintomi limitano le attività quotidiane o persistono nonostante le prime misure terapeutiche. Non ogni dolore lombare o gluteo deriva dalla sacroiliaca: devono essere considerate anche cause vertebrali, dell’anca, neurologiche o infiammatorie.
Una sospetta sacroileite infiammatoria può richiedere un inquadramento reumatologico. L’infiltrazione non sostituisce la cura della malattia di base.
Preparazione: esami e farmaci
Non è previsto un pacchetto di esami di routine per tutti. La necessità di analisi o immagini viene stabilita sulla base della storia clinica, della visita, dei farmaci assunti e di eventuali fattori di rischio. Porta i referti già disponibili e l’elenco aggiornato delle terapie.
Le infiltrazioni sacroiliache e quelle intra-articolari, come anca e ginocchio, possono generalmente essere eseguite senza sospendere anticoagulanti o antiaggreganti. Per le infiltrazioni articolari non è prevista un’interruzione di routine, salvo particolari condizioni che aumentino il rischio emorragico. Comunica sempre i farmaci assunti e non modificarli autonomamente.
Per le infiltrazioni peridurali e le procedure di radiofrequenza, la gestione viene definita caso per caso. Contano la sede e la tecnica della procedura, il farmaco utilizzato e il bilancio tra rischio emorragico e trombotico. La radiofrequenza comprende procedure con profili di rischio differenti: non implica automaticamente la sospensione. Se necessaria, l’interruzione e la successiva ripresa vengono concordate con i medici coinvolti.
La sospensione può esporre a complicanze trombotiche. Uno studio osservazionale su diverse procedure antalgiche, comprendenti i blocchi sacroiliaci, ha rilevato complicanze gravi nel gruppo che aveva interrotto gli anticoagulanti e nessuna complicanza attribuita a questi farmaci nel gruppo che li aveva continuati. Questo sostiene una valutazione individuale, non l’assenza di rischio per ogni farmaco e ogni paziente.
Segnala allergie, febbre o infezioni, diabete, problemi della coagulazione, gravidanza e precedenti reazioni alle infiltrazioni.
La scelta clinica, al servizio del paziente
Curare significa scegliere, assumendosi la responsabilità clinica. Ogni trattamento comporta benefici e possibili rischi. Anche rinunciare a una cura o sospendere un farmaco può avere conseguenze.
Nel percorso PONOS valutiamo entrambi gli aspetti e proponiamo ciò che è appropriato per la persona, evitando sospensioni, esami e rinvii non necessari. La scelta viene spiegata e condivisa con il paziente, con attenzione al suo problema concreto e agli obiettivi della cura.
Già durante la prima visita, quando possibile
Nel percorso PONOS, se la valutazione conferma l’indicazione e sono presenti le condizioni cliniche e organizzative necessarie, l’infiltrazione ecoguidata può essere effettuata già durante la prima visita, senza un costo aggiuntivo per l’infiltrazione eseguita in quella sede.
Prima di procedere vengono spiegati obiettivi, limiti, alternative e possibili effetti indesiderati e viene acquisito il consenso. L’esecuzione durante la prima visita dipende dall’appropriatezza della procedura per quella persona.
Il valore diagnostico della risposta
Prima dell’infiltrazione si annotano intensità del dolore e difficoltà nei movimenti che abitualmente lo provocano. Dopo l’anestetico si ripetono, quando sicuro, gli stessi movimenti e si osservano il dolore riferito e la funzione nei primi minuti e nelle ore successive.
Un miglioramento significativo e coerente con la durata dell’anestetico è un elemento diagnostico utile. Il giudizio del paziente è centrale, ma la risposta non costituisce da sola una prova assoluta: la diffusione del farmaco nei tessuti vicini e altre variabili possono influenzarla.
Se viene aggiunto un corticosteroide, il suo effetto si valuta nei giorni successivi e va distinto dal sollievo immediato dell’anestetico. Si tratta allora di un’infiltrazione diagnostico-terapeutica, non di un test anestetico puro.
Dopo l’infiltrazione e numero di sedute
Dopo un breve periodo di osservazione vengono fornite istruzioni personalizzate sulle attività e sul monitoraggio del dolore. È utile annotare andamento dei sintomi, durata del beneficio e cambiamenti nelle attività quotidiane.
Non esiste un ciclo obbligatorio di tre infiltrazioni per tutti. Ripetere la procedura ha senso quando la risposta e l’evoluzione clinica lo giustificano. Un beneficio scarso o assente richiede di rivalutare diagnosi e bersaglio; non dimostra automaticamente che il dolore sia meccanico.
Tra i possibili effetti indesiderati vi sono dolore transitorio locale, livido, reazione vasovagale e, con il corticosteroide, aumento temporaneo della glicemia. Infezioni, emorragie importanti e reazioni allergiche sono possibili, sebbene non comuni. Febbre, dolore in rapido peggioramento, debolezza nuova o altri sintomi rilevanti richiedono una valutazione medica tempestiva.
Quando considerare la radiofrequenza
Se il dolore persiste o il beneficio è breve, si rivaluta il percorso. In pazienti selezionati, la radiofrequenza dei rami nervosi che innervano il complesso sacroiliaco posteriore può rappresentare un’opzione. La selezione può richiedere blocchi prognostici specifici dei rami laterali: non sono equivalenti a una semplice infiltrazione articolare.
La procedura di radiofrequenza segue una pianificazione dedicata e può utilizzare guida radiologica in sala. L’apparecchio radiologico appartiene a questo percorso e non è necessario per l’infiltrazione ecoguidata ambulatoriale.
Domande frequenti
Servono radiografie o risonanza prima della visita?
Non sono richieste automaticamente a tutti. Porta gli esami già eseguiti: eventuali approfondimenti vengono prescritti in base al quadro clinico.
Devo sospendere anticoagulanti o antiaggreganti?
Generalmente le infiltrazioni sacroiliache e intra-articolari possono essere eseguite senza sospendere anticoagulanti o antiaggreganti, salvo particolari fattori di rischio emorragico. Per peridurali e radiofrequenza la gestione è specifica per procedura e paziente. Non modificare autonomamente la terapia.
Il sollievo deve comparire dopo un minuto?
Non c’è una soglia universale di un minuto. Si valuta la risposta in tempi coerenti con l’anestetico utilizzato, confrontando dolore e funzione prima e dopo.
L’infiltrazione è sempre necessaria per la diagnosi?
È uno strumento importante in casi selezionati, integrato con visita ed eventuali accertamenti. Non è obbligatoria per ogni persona con dolore lombare o gluteo.
Valutiamo insieme il tuo dolore sacroiliaco
Dr Evangelos Panagiotakos MD · Anestesista e specialista in terapia interventistica del dolore.
La visita permette di scegliere il bersaglio e definire il percorso più adatto.
Bibliografia essenziale
- Uson J et al. EULAR recommendations for intra-articular therapies. Annals of the Rheumatic Diseases. 2021;80:1299–1305.
- Endres S, Shufelt A, Bogduk N. The Risks of Continuing or Discontinuing Anticoagulants for Patients Undergoing Common Interventional Pain Procedures. Pain Medicine. 2017;18:403–409.
- McCormick ZL et al. Consensus practice guidelines on sacroiliac joint complex pain from a multispecialty, international working group. Pain Medicine. 2025;26:817–917.


