Non necessariamente. Il "mal di schiena" può essere dovuto ad una delle tante strutture che costituiscono la colonna vertebrale ma anche ai muscoli e agli organi interni dell'addome. Nel caso di dolore molto intenso o perisitente per settimane sarebbe utile una valutazione medica per identificare la causa del problema.

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Come le cause, anche i trattamenti possono essere svariati. Una coretta diagnosi è alla base di una coretta terapia. Quando si assumono medicinali senza una diagnosi e una cura mirata, ci si espone ai rischi degli effetti collaterali spesso senza neanche avere un beneficio. Le società internazionali consigliano come automedicazione solo il paracetamolo. Gli antinfiammatori possono essere assunti solo per brevissimi periodi a causa dei molti effetti collateralli e delle interazioni che possono avere.

Come le radici di un albero, le radici nervose fuoriescono dalla colonna vertebrale attraversando dei fori e unendosi in tronchi che chiamiamo nervi. Uno di questi tronchi è il nervo sciatico che porta la sensibilità e permette i movimenti delle cosce, gambe e piedi. Ognuna di queste radici può essere compressa da parte di un ernia del disco o da qualsiasi restringimento del foro che deve attraversare. Questa compresione porta a dolore di una o entramenbe le gambe che può associarsi a formicolii o scosse elettriche o bruciore o altre sensazioni anomale alle gambe. A volte il dolore arriva fino al piede e viene percepito come puntura di spilli. E' importante la cura della sciatica prima che i danni sulle radici nervose diventino permanenti. Per maggiori informazioni sul mal di schiena può fare riferimento a questa pagina.

I cortisonici sono i più efficaci antinfiammatori che disponiamo. Quando il cortisonico si prende per bocca o si inetta nel muscolo, si distribuisce in tutto il corpo e solo una minima parte arriva dove c'è l'infiammazione. Iniettando direttamente nella sede infiammata (che sia un'articolazione o uno spazio della colonna vertebrale) si limita il dosaggio, con un effetto locale molto marcato senza gli effetti collaterali che il cortisonico può dare. In questo caso spesso non servono precauzioni particolari nemmeno nel paziente diabetico.

L'acido ialuronico si trova nella cartilagine delle nostre articolazioni. Quando con il passare degli anni le cartilagini si consumano e la artrosi diventa dolorosa, l'acido ialuronico può aiutare a lubrificare internamente l'articolazione limitando l'infiammazione e il dolore.

Sì, i cortisonici possono causare ritenzione d'acqua e alterazioni del metabolismo che portano ad aumento di peso. Ma questo avviene solo quando sono neccessari trattamenti lunghi (che durano parecchi mesi o anni), indispensabili per controllare alcune malattie. In Terapia Antalgica invece, vengono in genere prescriti brevi cicli di trattamento che non danno effetti indesiderati.

I cortisonici tolgono l'infiammazione. Non sono antidolorifici, ma quando il dolore è associato a infiammazione, facendo regredire l'infiammazione si riduce anche il dolore.

Sì, con qualche precauzione in piu. Spesso, quando il diabete è ben controllato anche senza necessità di insulina, non serve neanche modificare la terapia. Il suo diabetologo può dare informazioni dettagliate sul suo caso.


 

Cos'è il dolore?

 

L'organizzazione Mondiale della Sanità descrive il dolore come "un'esperienza sensoriale e emozionale spiacevole associata ad un danno di un tessuto, o descritto come tale". Tutto quello che percepiamo come sofferenza del corpo è dolore.

Il dolore "acuto" è sintomo di un danno all'organismo. Il dolore "cronico" è invece una malattia a se stante, debilita e compromette l'organismo e la vita intera dell'individuo, spesso senza correlazione con la causa che inizialmente lo ha scattenato. Sovente la causa viene curata ma il dolore persiste. Differisce dal dolore acuto anche nelle qualità: può essere accompagnato da sensazioni insolite come l'allodinia (dolore provocato da stimoli che normalmente non sono dolorosi), l'iperalgesia (dolore esagerato per stimoli dolorosi lievi), ipoestesia (ridotta sensibilità), bruciori, punture di spilli, scosse, crampi, sensazione di caldo o freddo locale...

In ogni caso il dolore si può trattare, si può sempre offrire una qualità di vita migliore.

La branca della medicina che si occupa della cura del dolore si chiama "Terapia Antalgica".

 

 

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